LA GINNASTICA DELLA LONGEVITA’

 

 

In Occidente, l’esercizio fisico accentua lo sviluppo della muscolatura mentre il “TAI JI QUAN” e metodologie affini sviluppano sia il corpo che la mente.

Il Tai Ji Quan ha alla base una filosofia  che non solo mira a favorire la salute, ma che può essere applicata a ogni aspetto della vita di tutti i giorni.

E’ possibile comprendere i meccanismi che presiedono al mantenimento della vita, ponendo l’uomo nel suo contesto, cioè nell’universo, fra il cielo che è al di sopra di lui e la terra sulla quale egli cammina.

Con lo studio approfondito delle principali leggi che governano il meccanismo celeste e delle loro conseguenze sulla Terra e partendo dal principio che l’uomo è egli stesso un universo in miniatura sottoposto a queste stesse leggi, è stato messo a punto un insieme di applicazioni pratiche, fondato su una minuziosa osservazione dell’organismo, sia allo stato naturale che patologico. Da qui sono nate  tecniche terapeutiche complementari come la ginnastica, il massaggio, la fitoterapia e l’agopuntura.

La primaria differenza nell’ interpretazione di sport  e benessere fra occidentali ed orientali consiste anzitutto nella concezione energetica dell’organizzazione degli esseri viventi.

Tutto, nello spirito della medicina tradizionale cinese, è energia.

Anche la materia stessa è considerata solo come una forma particolarmente densa di energia.

Con il termine “energia” si designano tutte le manifestazioni energetiche, qualunque esse siano: energia luminosa, energia sonora, energia cinetica, energia calorica e tutte le altre forme ancora (elettrica, elettromagnetica, nucleare ecc).

Queste non sono che manifestazioni differenti, trasformabili le une nelle altre, secondo leggi già conosciute in fisica, ma che appartengono ad un certo potenziale energetico globale.

In natura, durante tutta la nostra vita siamo letteralmente immersi nell’energia; i nostri sensi la percepiscono sotto diverse forme, per esempio calore, luci, suoni. Altre, al contrario, agiscono su di noi, ma al di fuori del campo delle nostre percezioni; tutt’al più possiamo verificarne alcune conseguenze come per l’energia elettrica  o elettromagnetica. Alcune si possono misurare grazie alle tecniche moderne, ma per mezzo dei nostri soli apparati sensoriali e senza trasformarle in un’altra forma percettibile ai nostri sensi non possiamo avvertirle.

Tuttavia, le quantità d’energia messe in gioco sono sovente considerevoli; si arriva al punto che noi ne costatiamo gli effetti: maree influenzate dalla luna, lampi durante i temporali, esplosioni nucleari, ma non possiamo avvertirle se non quando si manifestano in modo improvviso o catastrofico.

In natura, nell’insieme dell’universo, esiste un’inverosimile quantità di energie che può essere in attività, se così si può dire, oppure restare allo stato potenziale di riserva.

Quindi, secondo la concezione alla quale si riallacciano la filosofia e la medicina tradizionale cinese, in ultima analisi, tutto è solo energia.

Questa può presentarsi sotto molteplici aspetti e le sue molteplici forme possono essere ripartite schematicamente su una scala di valori.

Le forme più pure d’energia, le più impercettibili (perlomeno ai nostri sensi) saranno poste in cima alla scala; esse sono anche le più rapide, le più mobili e possono dare luogo alle manifestazioni più brutali, più esplosive. Man mano che scendiamo dalla scala, troviamo distribuite forme di energia sempre più condensate e pesanti, per arrivare gradatamente alla materia: liquida,  poi solida e sempre più densa; in basso alla scala sta dunque la materia, al vertice l’energia. Entrambe nascono però dallo stesso principio: esse non sono che due forme d’energia. Non vi è discontinuità, non esiste barriera alcuna lungo tutta la scala.  

Siamo soliti dire che l’uomo non è che un piccolo universo, un “microcosmo” nel “macrocosmo”.

Le leggi generali che regolano l’universo e i suoi componenti, reggono anche l’uomo e i suoi elementi costitutivi.

L’uomo è un insieme di materia e di energia sia circolante, mobile, sia conservata in certe zone di elezione. Di conseguenza la filosofia e la medicina tradizionale cinese non fanno nell’uomo una distinzione accurata tra la materia (forma YIN dell’energia) ed energia (forma YANG). Questi due elementi si evolvono in funzioni di regole che vengono ad essi comunemente applicate.

Riprendendo l’esempio della scala fatto precedentemente e traslandolo nell’uomo, troviamo: in basso la “materia”, rappresentata  dai diversi tessuti che costituiscono il corpo (i quali secondo la funzione e la differenziazione si dividono in sottoclassi in base alle stesse leggi); nella parte alta della scala troviamo  l’energia; in mezzo si localizza il sangue, che è al limite tra la materia e l’energia, poiché, pur essendo materia, cioè liquido che contiene “elementi figurati”, trasporta un’enorme quantità di energie che distribuisce  poi ai tessuti. E’ evidente che  la medicina tradizionale cinese non trascura minimamente  la materia, poiché quantitativamente i tessuti sono una parte troppo importante per non essere presa in considerazione, ma evidenzia che questa materia non è che energia condensata che ubbidisce alle leggi.

Se portiamo come esempio il fegato, non si designerà solamente il fegato in quanto organo materializzato, ma anche tutta la funzione epatica, tutta l’energia che il fegato mantiene in riserva principalmente  sotto forma di glicogeno e tutta una serie di altri elementi (il ciclo dell’energia).

Per quanto concerne l’energia, la medicina tradizionale cinese ne distingue ancora due forme principali:

1)     l’energia ereditaria o ancestrale

2)     l’energia di mantenimento, nutritiva, che trae la sua origine dall’alimentazione e dalla respirazione.

  

Possiamo quindi affermare che il Tai Ji Quan, il Qi Gong e le pratiche collaterali (respirazione, meditazione, visualizzazione, concentrazione) corrispondono ad una medicina energetica che considera la materia come una forma di energia, il cui equilibrio nell’organismo è indispensabile alla salute.

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